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10 luglio 2015

Pagina 69 #18 Stanza 19

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. 
Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente piacerà anche tutto il libro.
Con questa rubrica, Pagina 69, darò spazio alla pagina 69 degli autori che si proporranno.
 


La pagina 69 di Stanza 19 di Gero Marino, Sci-Fi.

Disponibile su amazon.
… perchè ci sapevo fare con i ferri del mestiere e riuscire ad impormi dentro quell’officina avrebbe significato, per me, migliorare ancor di più le mie competenze. Poi, giorno dopo giorno, iniziai ad ingranare con lo spirito giusto cercando perfino di divertirmi con la pompa in mano. Li vedevo loro, i meccanici tedeschi, guardarmi con sufficienza e sghignazzare alle mie spalle scrutandomi con la coda dei loro occhi, e in quei momenti capivo come si sentisse un emigrante, chiunque egli fosse, bianco, nero, giallo o rosso. Siamo umani e lo dimostriamo in tutte le nostre sfaccettature, nella buona e nella cattiva sorte. Quindi, per conquistare il loro rispetto, feci ricorso al mio coraggio sfidandoli, eseguendo interventi sulle vetture per vedere chi era più bravo e veloce. Con questa scusa riuscii a rompere il ghiaccio e a stemperare il clima asettico che avevano nei miei confronti, malgrado io non conoscessi la loro lingua mi aiutarono perfino a perfezionarmi nel mio mestiere laddove risultai avere delle lacune, nonostante il parere contrario del proprietario. In Germania, si sa, tutto si deve fare con precise certificazioni e professionalità e quindi mi lasciavano svolgere il mio vecchio mestiere soltanto quando qualcuno si dava malato e io di buon grado lo sostituivo. Per il resto mi avevano fatto capire che senza imparare la lingua e senza un corso fatto in loco, non avrei mai potuto esercitare la mansione di meccanico, a meno che non andassi a lavorare in un’officina di proprietà di un indiano o di un turco. Nei giorni a venire cercai di rendere la mia abitazione un posto più accogliente e familiare, mettendo in ordine le mie poche cose e attacando qualche poster in quei pochi muri bianchi che delimitavano la mia privacy dal resto del condominio…

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