24 aprile 2015

Pagina 69 #7 Dodici posti dove non volevo andare

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. 
Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente piacerà anche tutto il libro.
Con questa rubrica, Pagina 69, darò spazio alla pagina 69 degli autori che si proporranno.
 


La pagina 69 di Dodici posti dove non volevo andare di Clara Cerri, romanzo edito da Lettere Animate Editore.


Disponibile su amazon.
Poi, un giorno che eravamo insieme sul treno gliel'ho chiesto senza giri di parole: "Cazzo, Margherita, quella festa sembrava un film di Giovanni Veronesi. Devo averti sognata, una notte, con la faccia della Buy. Che aveva Pietro per farsi girare tanto le palle?"

"Semplicemente era convinto che fossi l’amante del professor Properzi", rispose tranquilla. "Solo perché mi ha aiutata al concorso. Non poteva essere perché gli piace il mio lavoro. Non potevo avercela fatta da sola, mentre lui continuava a sgobbare alla Telecom. E poi il bambino è pesante, quando sono a Lecce mia madre lo aiuta ma alla fine il peggio tocca a lui... Adesso Properzi si risposa" concluse "e forse Pietro troverà pace. E pure io". Io sentii un dolore piccolo e pungente a quel "pure io", pensai a Properzi che fa la radiografia a tutte le studentesse che incontra, che fai tesoro, che mi dici cara? Ma lei mi fece un sorriso dei suoi e cominciò a farmi parlare di quello che stavo studiando, con quella sua fiducia che un giorno sarò salvo anch'io, perché così deve essere, perché così il mondo in cui vive le sembrerà più giusto, più sopportabile.

Forse dovrei raccontare tutto questo a Clara, perché capisca. Finché lo so solo io, non serve a niente. "Il matrimonio!", esclamo come fosse una parolaccia. "Me l’ha detto pure Filippo quando mi ha visto fuori della sua porta, ma è una scusa, Pietro sta già in Toscana col bambino e con tutti i suoi parenti che fanno a gara per badarlo al suo posto. È che non mi vuole più vedere, ecco cos'è!".

Clara abbassa la testa di fronte al mio scoppio di rabbia e torce educatamente le labbra: "Insomma, alla fine si tratta di te e di Margherita"

"Non me lo dire, me lo dico da me. Sono uno stronzo".

Con una mano Clara si incastra una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Con quel gesto e un breve sguardo nervoso riassume le premesse note a entrambi: Margherita è una collega, è sposata, ha un bambino. Tu vivi con la tua ragazza e dici di volerla sposare.

Il resto devo spiegarlo io. "Non so se succede anche agli altri, ma a un certo punto arriva il momento in cui non sai più cosa dire a un'amica. Senti che la tua voce arranca, come una mano che si tende e non sa cosa trova. Io ho condiviso tante cose con Margherita e a un certo punto ho cominciato... a vederla con altri occhi. Non volevo, ma era così"

"E gliel’hai detto?"

Passo davanti a una vetrina scura mentre penso: No, non potrei mai. E a quel punto succede. Mi vedo riflesso e scompare quella risposta




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