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16 dicembre 2013

TV - Masterpiece: quarto appuntamento





Eccoci con il quarto rissunto di Masterpiece e lasciatemi dire che quando anche il coach inizia con le frecciatine, siamo alla frutta.

I concorrenti...

Il primo è un altro romanzo biografico…  e penso: inizia a diventar noiosa questa predominanza “dei sé”.

Il secondo è un fantasy, un po’ nello stile “Heroes” e forse Misfits , e va avanti. Sono rimasta sorpresa perché arriva anche all’ultimo step.

Il terzo è un romanzo storico-sentimentale, che mostra a una prima lettura una falla storica che probabilmente ha determinato il suo rifiuto.

Il quarto romanzo è un giallo d’azione, noir, autore di 55 anni. Il personaggio protagonista è un cinquantenne e nasce dallo stato d’animo dello scrittore, ma poi si sviluppa in modo indipendente. Arriva alla prova successiva.

Il quinto, “Io Marco e Lola”, amicizia, amore, rivalità. Romanzo ben scritto, influenzato da Pasolini. In pratica è il triangolo amoroso dove una donna divide due fratelli o grandi amici. Il romanzo prende due sì. Sa di storia già sentita, ma passa e poi si ferma.

Il sesto concorrente, un romanzo di narrativa generale, che ricorda “pericolosamente” un film ma i giudici lo lasciano procedere per poi eliminarlo in seguito.

Il romanzo successivo narra di una donna infelicemente sposata che si rifugia nei propri sogni. Una storia semplice, non originalissima, ma ben raccontata e scritta, quindi procede e arriva alla fine vincendo la puntata. Il modo di narrare e fresco e originale e secondo me questa è la carta vincente.

L’ottavo romanzo è anche di ispirazione autobiografica, droga e prigione, temi forti che Avanzano sino alla fase successiva.

La nona scrittrice è giovane ed è massacrata. I giudici lo ritengono un insieme di: cliché, di situazioni e nomi già visti.
“Fa veramente schifo”
“Viva e poi scriva”
E poi il libro viene tirato appresso alla scrittrice.
Il giudice Taiye Selasi, alla fine si alza e riprende il testo lanciato, lo restituisce alla ragazza e alla fine anche il giudice che ama il lancio del libro, De Carlo, si alza e abbraccia la supermortificata autrice. Avrà capito che ha dei modi pessimi e che anche se ironici non piacciono per niente? 
Questa ragazza, inoltre, era l'essenza della modestia: aperta ai consigli e non ha replicato ma ascoltato. Io più che mortificare una persona del genere la apprezzerei e la guiderei. Sono poche le persone umili aperte a imparare e a sentirsi dare consigli. Comunque, dopo i tre no la ragazza torna a casa. Fino a questo concorrente, pensavo che i giudici si fossero ammorbiditi, che per natale si fossero addolciti, ma mi sbagliavo.

Capisco che il mondo della scrittura sia difficile, ma non è con questi modi rudi che si migliorano le cose. Di certo non sono i giovani autori a rendere il mondo editoriale un inferno, e lo si vede stesso dal programma, dove un giudice, scrittore arrivato, fa il simpatico lanciando i testi e esprimendo pareri in modo poco garbato. Un "che schifo" può essere sostituito da  "non va per niente bene", ma non fa show. Qui scatta la solita domanda: come ci è arrivato questo romanzo al programma se faceva tanto schifo? Il mistero continua.

Ultimo romanzo in gara, narrativa, tre sì.

Arrivano nel finale puntata, la "donna infelicemente sposata che vive nei sogni" e il "fantasy oscuro", due trame che anche io avrei portato alla fine, ma solo una poteva vincere e vince la prima. 

Ci vediamo alla prossima puntata e vi lascio alle note conclusive...

Succede spessissimo di dover raccontare in pochi secondi cose del proprio romanzo e i suoi punti di forza.
Succede quando sei un esordiente e ti devi giocare l’attenzione che hai per pochi secondi degli adetti ai lavori incrociati magari per caso e succede al ventesimo titolo che pubblichi
Enrico Brizzi – Mondadori


Ogni romanzo è una struttura complessa, non è che puoi ridurlo a una frase, però se c’è una vera idea in quel romanzo, allora quella la si può enunciare.
Raffaele La Capra

Una volta ho letto una frase di Zavattini in una raccolta di lavori di Zavattini in cui diceva che una buona idea non è buona se non puoi riassumerla sul retro di una bustina di minerva.
Camilla Baresani – Bompiani

Io racconto sempre i concept dei miei libri in pochi secondi, senonché poi me li dimentico tutti…
…mi rendo conto che i concept dei libri sono una cosa seria e non vanno raccontati in pochi secondi.
Daniela Ranieri            

Gli editori si incontrano e con loro si parla e il tempo è sempre prezioso e quindi la brevità è fondamentale.
Massimo Carlotto; Marco Videtta – Einaudi

Magari però  capita, non so, a una cena dove ci sono 100 persone oppure a un bar mentre stai prendendo un caffè e hai questa urgenza però di cercare di r far passare una cosa che è dentro di te magari che è soltanto un idea e ci si riesce
Simona Vinci – Einaudi

Le parole che tu puoi raccontare a voce non contano nulla se poi la storia che hai raccontato e scritta male o in modo sbagliato, quindi fortunatamente la ragione rimane sempre quella del testo.
Alessandro Mari - Feltrinelli

Di solito non lo faccio, non perché sia difficile raccontare in due parole tutto si può raccontare in due parole, ma perché non sono brava a raccontare i romanzi prima di scriverli.
Elena Stancanelli – Einaudi

Io sono uno che risparmia le parole perché le mette in un posto, nel luogo deputato a riceverle, ossia il libro.
Andrea Pinkketts

Qualunque storia anche la più geniale in realtà conta solo se riesci a trovare le parole adatte per dirla, non è qualcosa che è già  accaduto non lo è mai, deve accadere di nuovo con le parole che tu troverai.
Flavio Soriga - Bompiani

È tutto possibile, io sono per la sintesi del pensiero conciso, non sono per la distruzione del pensiero.
Antonio Pascale - Einaudi


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